|
QUARTA RELAZIONE SULLA COESIONE ECONOMICA E SOCIALE COM (2007) 273 def. 30 maggio 2007
Aspetti principali
La Commissione ogni tre anni deve presentare una relazione sulla coesione economica e sociale al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni. In 4 punti, viene analizzato il valore aggiunto della politica di coesione, la situazione ed evoluzione delle disparità economiche sociali e territoriali, la riforma della relativa politica 2007/2013 e le nuove sfide. Sebbene la realizzazione della politica di coesione sia influenzata da tanti fattori esterni (quali ad esempio, la stabilità dei prezzi, i tassi di interesse, gli investimenti, l’occupazione, l’efficacia e l’efficienza della pubblica amministrazione, la globalizzazione) sono innegabili i risultati che essa ha ottenuto nel periodo 2000/2006: ha fatto aumentare la convergenza nazionale e regionale in termini di PIL per abitante, ha sostenuto la crescita ed il miglioramento delle condizioni dei posti di lavoro, ha dato un aiuto agli ambiti della ricerca e dello sviluppo, ha migliorato la spesa pubblica e la qualità degli investimenti pubblici, aumentando il capitale privato e stimolando nuovi accordi di partnership pubblico/privato, offrendo due nuovi strumenti finanziari: Jessica e Jeremie. In termini economici, la Grecia, la Spagna e l’Irlanda sono stati i maggiori beneficiari della politica di coesione attuata, mentre quasi una regione su quattro ha registrato un PIL per abitante superiore al 75%, anche se molte differenze tra territori rimangono consistenti, specie a causa dell’allargamento. Per quanto riguarda l’occupazione, le zone che hanno registrato più crescita sono quelle che erano maggiormente in ritardo, mentre quelle che sono più sviluppate hanno mantenuto pressoché una situazione stabile. La coesione territoriale incontra molti problemi legati al fatto che la concentrazione di popolazione e dell’attività economica nei centri urbani potrebbe a lungo andare creare un freno alla crescita economica. Una alternativa sarebbe rappresentata dalla crescita di poli secondari alternativi da far sviluppare. Si registra una tendenza alla suburbanizzazione, ovvero la crescita della concentrazione abitativa nelle periferie, che molto spesso sono i luoghi dove c’è maggiore povertà, cattiva qualità di alloggi, inadeguatezza dei servizi di trasporto o di altri servizi sociali, mentre le zone rurali continuano ad essere sempre più spopolate per processi migratori che spingono gli individui a recarsi in luoghi dove hanno maggiori opportunità di lavoro. La riforma della politica di coesione 2007/2013 mantiene come principale obiettivo la riduzione della disparità tra gli Stati membri e le Regioni, concentrando le risorse nelle aree più povere, specie quelle dei nuovi Stati membri. E’ previsto peró un approccio più strategico basato su priorità europee per l’attuazione di questa politica, come pure una migliore regolamentazione attraverso nuove regole di gestione finanziaria e dei sistemi di controllo, rendendo più agevoli anche i meccanismi di informazione e comunicazione, imponendo per esempio lo scambio di dati per la sola via elettronica. La politica di coesione europea, oltre ad essere efficace sul piano interno dell’Unione, cattura l’attenzione anche di Stati terzi - come la Cina e l’India che hanno già firmato protocolli di accordo con la Commissione Europea, mentre molti altri stati stanno mostrando il medesimo interesse. Le sfide che dovranno essere affrontate nel periodo della nuova programmazione riguardano principalmente il bisogno di ristrutturazione e modernizzazione delle regioni, la capacità di combattere i problemi derivanti dai cambiamenti climatici e quelli legati all’aumento dei prezzi dell’energia, agli squilibri demografici e dell’aumento della tensione sociale. Per discutere di tutto questo, il 27 e 28 settembre prossimi avrà intanto luogo il Forum sulla Coesione nel quale si avvierà il dibattito su quesiti che la Commissione ha già indicato nella Relazione.
|
PROGETTO DI PARERE Relatore Michael Schneider (DE/PPE) sottosegretario di Stato agli Affari Federali ed europei, rappresentante plenipotenziario del Land Sassonia - Anhalt presso il governo federale
Aspetti principali
Il Comitato delle Regioni si mostra complessivamente d’accordo sulla IV relazione della coesione presentata dalla Commissione. Nel suo parere cerca di sottolineare alcuni aspetti che ritiene essere particolarmente importanti talvolta mettendo in luce anche le lacune della Commissione, come il non aver tenuto in considerazione nella relazione le conclusioni ai lavori svolti dal Consiglio e dal Comitato delle Regioni sull’Agenda territoriale e sulla Carta per lo sviluppo delle città. Nella prima parte della relazione il Comitato condivide la definizione di valore aggiunto della politica di coesione, sottolineando in particolare il ruolo della partecipazione degli attori locali. Rimprovera però alla Commissione di non aver tenuto in considerazione le conclusioni delle analisi sull’effetto leva della politica strutturale elaborate dal Comitato delle Regioni e dal Parlamento Europeo e chiede di definire in maniera completa le future interazioni tra politiche comunitarie e la politica di coesione. Per quanto riguarda poi la coesione economica, il Comitato sottolinea che, nonostante i risultati complessivamente positivi della politica di coesione, le disparità socioeconomiche all’interno dell’Unione si sono accentuate in seguito all’allargamento. Il progressivo allineamento tra stati membri dell’Unione va, inoltre, soppesato con le crescenti disparità interne ai Paesi, in termini di occupazione e crescita, dovute anche al forte ruolo delle regioni metropolitane. Per il futuro ci si augura che a politiche di sviluppo regionale si affianchino strategie per il riequilibrio. Inoltre la politica di coesione, che ha registrato risultati positivi in termini di infrastrutture, investimenti produttivi e in capitale umano, dovrà altresì concentrarsi su ricerca e sviluppo e strategie di crescita delle piccole e medie imprese, attraverso, ad esempio, programmi a favore della competitività e dell’innovazione. Gli strumenti di politica regionale e politica agricola dovranno essere meglio coordinati e bisognerà incrementare l’efficacia delle misure di politica urbana nel quadro della politica di coesione. Si approva la tendenza, fin da ora riscontrabile in numerosi stati membri, a tenere maggiormente in conto enti locali e regionali in quanto attori importanti negli investimenti pubblici. In un’ultima sezione, il Comitato delle regioni cerca di capire se la politica di coesione saprà adeguarsi alle nuove sfide che le regioni europee dovranno affrontare nei prossimi anni. Saranno necessari una più stretta cooperazione a livello europeo in materia di ricerca nel campo della politica regionale e, al tempo stesso, la ricerca di equilibrio tra orientamenti strategici comunitari e la flessibilità necessaria per garantire l’investimento di risorse a livello regionale ed affrontare sfide future quali la globalizzazione, la lotta al cambiamento climatico, la creazione di nuovi posti di lavoro. Il Comitato infine si augura che questo suo primo parere sia solo l’inizio di un dibattito da svilupparsi a lungo termine che comprenda non solo la politica di coesione, ma anche la concentrazione, il partenariato, la programmazione pluriennale e la governance. Il Comitato, da parte sua, creerà all’interno della Commissione COTER un “gruppo di prospettiva”, sperando si riesca ad attivare anche un gruppo di lavoro congiunto con la commissione per la politica regionale del Parlamento europeo.
|