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Il patto di stabilità interno non deve riguardare gli investimenti dei Comuni co-finanziati dai Fondi Strutturali. Lo chiede l'ANCI in un documento al Governo in attesa dell'incontro con Bersani.
Roma, 27 Luglio - L'ANCI ha trasmesso al DPS del Ministero per lo Sviluppo economico un breve documento in vista della nuova stesura del Quadro Strategico Nazionale, cornice di riferimento per gli obiettivi e i termini di attuazione dei Programmi Operativi regionali e nazionali, che includeranno tutti gli interventi durante i prossimi 7 anni di finanziamenti comunitari per il tramite dei Fondi Strutturali. «I 60 miliardi di euro dei Fondi Strutturali potrebbero anche raddoppiare, qualora il Governo confermasse l’allocazione di fondi FAS aggiuntivi nella misura dello 0,6% del Pil annuo» - si è augurato Leonardo Domenici, Presidente dell'ANCI - «e certamente già questi rappresentano una grossa boccata di ossigeno per il sistema degli enti locali italiano. Ma l’uso di queste risorse deve trovare un momento di confronto politico che da tempo auspichiamo. Piuttosto le nostre preoccupazioni» – ha proseguito Domenici -«riguardano i vincoli del Patto di stabilità interno rispetto agli investimenti che l’Europa ritiene necessari per la crescita e lo sviluppo dei territori e delle città. Come sistema dei Comuni italiani vogliamo utilizzare pienamente le opportunità e le provvigioni che ci vengono dall’Europa, almeno quanto i nostri colleghi degli altri Paesi europei, in cui però, a differenza del nostro, le regole del Patto di stabilità non comprimono le capacità dei Comuni d'investire in progetti di sviluppo. E su questo, proprio a settembre, chiederemo al Governo un confronto approfondito». |
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Ultima revisione:
12 Oct 2006 |