STRATEGIA DI LISBONA / LA FASE DI REVISIONE
- Nasce la Strategia di Lisbona
- Il Rapporto Kok
- La revisione
- Il contributo di IDEALI
- Aggiornamenti e Dichiarazioni
1. Nasce la Strategia di Lisbona Marzo 2000 - Per fronteggiare la competizione internazionale, la bassa crescita economica, l'allargamento dell'Unione e la conseguente diminuzione del reddito medio pro-capite, al Consiglio europeo di Lisbona, i Capi di Stato e di Governo decidono di varare una serie di riforme per consolidare il mercato interno, incrementare la ricerca, l'innovazione e l'educazione, affinché l'Unione europea entro il 2010 divenga "l'economia della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo". Ma ancora nel 2004 l'implementazione di queste riforme risulta del tutto insufficiente, così come il mantenimento degli impegni da parte di ciascuno Stato membro, complici la cattiva congiuntura internazionale seguita all'11 settembre 2001, la guerra in Iraq e la questione mediorientale.
- Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Lisbona - Sito del Parlamento europeo sul Summit di Lisbona - Link alle Politiche Comunitarie dell'Occupazione
2. Il Rapporto Kok Primavera 2004 - In vista della scadenza di metà percorso della Strategia, un gruppo di esperti diretto da Wim Kok è incaricato di analizzarne lo stato di avanzamento. Il Rapporto "Facing the challenge" rileva un ampio ritardo nel raggiungimento degli obiettivi per mancanza di azione politica, scarso coordinamento delle iniziative ed un sovraccarico dell'agenda. Il Rapporto Kok, voluto dal Presidente Prodi e pubblicato all'inizio della Presidenza Barroso, promuove una profonda revisione di Lisbona: riconfermato il metodo del coordinamento aperto con gli Stati membri, gli obiettivi divengono più precisi e scadenzati e pongono l'accento su due aree principali: produttività e occupazione. Parimenti, la Commissione riduce il numero degli strumenti prevedendo un unico Piano UE per la crescita, facendo adottare a ogni Paese membro un corrispondente e unico Piano nazionale. Ogni anno, in autunno, ogni Paese presenta i propri risultati, mentre ogni tre anni il Consiglio rifocalizza gli obiettivi della Strategia coerentemente alle priorità dell'Unione. - Sintesi del Rapporto Kok (IDEALI) - Link al sito della Commissione europea su crescita e occupazione - Per saperne di più
3. La revisione I. La nuova Agenda Sociale La Strategia di Lisbona coinvolge - per definizione - anche la Politica Sociale che mira a garantire livelli di occupazione elevati e a realizzare un modello sociale il più possible inculsivo, e che per il il 2010 prevede importanti obiettivi:
- tasso di crescita dell'economia pari al 3%
- tasso di occupazione pari al 70% della popolazione attiva
- tasso di partecipazione della forza lavoro femminile attiva pari al 60%
Nel Febbraio 2005, contemporaneamente alla proposta di revisione della Strategia di Lisbona, la Commissione ha presentato una proposta per la Nuova Agenda Sociale. Comunicazione della Commissione europea sulla nuova agenda sociale Discorso del Presidente Barroso alla Conferenza dei Presidenti al Parlamento europeo (2 Febbraio 2005)
II. Conclusioni del Consiglio europeo del 22 e 23 marzo 2005 Il Consiglio europeo del 22 e 23 marzo 2005 ha individuato gli Assi sui quali basare il rilancio della Strategia. Un importante presupposto è sottolineato nelle conclusioni del Consiglio: le prospettive finanziarie 2007-2013 dovranno mettere a disposizione dell'Unione i mezzi adeguati per portare avanti tutte le sue politiche e in particolare per quelle che concorrono alla realizzazione delle priorità di Lisbona. In altri termini, determinate condizioni macroeconomiche sono essenziali perché gli sforzi diretti ad aumentare crescita e occupazione siano davvero realizzabili. In questo quadro si colloca anche il legame molto stretto della strategia di Lisbona, oltre che con la programmazione finanziaria dell'UE, anche con le modifiche del Patto di stabilità. Gli Assi essenziali del rilancio della strategia sono:
Conoscenza e innovazione, motori della crescita sostenibile - soggetti: imprese, consumatori, lavoratori - settori: ricerca, innovazione scientifica, del lavoro e della conoscenza, politica industriale.
Spazio per investire e lavorare - perseguimento di un migliore quadro regolamentare più favorevole alle imprese e di servizi di interesse generale di qualità, elevata qualità della vita e produzione sostenibile, consolidamento del mercato interno dei servizi e contemporanea salvaguardia del modello sociale europeo, accento sulle PMI e sulla competitività delle imprese, politica della concorrenza attiva e progressiva riduzione degli aiuti di stato.
Crescita e occupazione a servizio della coesione sociale - incentivare la crescita dei tassi occupazionali e l'allungamento della durata della vita attiva, riforme dei sistemi di protezione sociale, promozione di misure di conciliazione della vita lavorativa con la vita familiare, strutture e politiche per l'infanzia, pari opportunità, integrazione sociale e lotta al lavoro irregolare, potenziamento dei servizi alla persona e alle imprese, protezione dell'ambiente e promozione dei partenariati locali, investimenti in formazione e apprendimento continuo.
Migliorare la governance - un nuovo approccio basato su tre elementi interconnessi: identificare più chiaramente le priorità rispettando l'equilibrio della strategia e le sinergie interne - migliorare la messa in atto delle priorità sul campo con un più forte coinvolgimento degli Stati membri - razionalizzare le procedure di follow-up e l'applicazione della strategia a livello nazionale.
Il nuovo approccio si estende su tre anni e dovrà essere nuovamente rivisto nel 2008. Queste le tappe: - documento di sintesi della Commissione ("rapporto strategico") da esaminarsi nel Consiglio europeo di primavera al fine di stabilire gli orientamenti economici, sociali ed ambientali; - le "linee direttrici integrate" che saranno adottate dal Consiglio (cfr. art. 99 e 128 del Trattato): i grandi orientamenti di politica economica (GOPE) e le linee direttrici per l'impiego (LDE) per garantire la coerenza economica generale di tutte e tre le dimensioni della strategia; - sulla base di orientamenti e linee direttrici gli Stati membri dovranno elaborare i "programmi nazionali di riforma" (che dovranno essere oggetto di dibattito e consultazione estesa anche alle autorità regionali) e dovranno rafforzare il coordinamento interno (eventualmente attraverso la nomina di un "coordinatore nazionale Lisbona"); - la Commissione presenterà un suo "programma comunitario di Lisbona" sulle azioni da intraprendere a livello europeo; - i rapporti sull'applicazione della strategia da parte degli Stati membri alla Commissione europea presentati annualmente (compresa l'applicazione del metodo aperto di coordinamento) dovranno essere riuniti in un documento unico; - rapporto annuale della Commissione sulla messa in atto della strategia su cui si pronuncierà il Consiglio europeo al fine di rivedere, se necessario, le linee direttrici integrate.
Questo ciclo avrà inizio ad aprile 2005 con la presentazione da parte della Commissione delle linee direttrici integrate sulla base delle Conclusioni del Consiglio europeo del 22 e 23 marzo.
Documento integrale: Conclusioni del Consiglio europeo Comunicato stampa: la disoccupazione nella zona euro - febbraio 2005
4. Il contributo di IDEALI
Link alla sintesi della proposta della Commissione sulla nuova agenda sociale
5. Aggiornamenti e Dichiarazioni 12 aprile 2005 - Adottate nuove linee direttrici per la Strategia di Lisbona Il 12 aprile 2005 la Commissione europea ha adottato una proposta volta ad integrare gli attuali indirizzi di massima per le politiche economiche e gli orientamenti in materia di occupazione al fine di ridefinire e semplificare l’attuazione della strategia di Lisbona. Le linee direttrici integrate segneranno l’inizio di un nuovo ciclo di governance. Gli Stati membri elaboreranno “programmi di riforma nazionali” triennali e riferiranno ogni anno, in autunno, sulla loro attuazione. Da parte sua, la Commissione analizzerà e sintetizzerà tali documenti in una Relazione di follow-up che sarà presentata su base annuale nel mese di gennaio. Link alla proposta della Commissione europea Link al Comunicato stampa della Commissione 3 marzo 2005 - Incontro della Commissaria Danuta Hübner con i rappresentanti delle Regioni dell'UE In previsione del summit europeo che doveva procedere alla revisione della Strategia di Lisbona, la Commissaria responsabile della politica regionale, la polacca Danuta Hübner, ha invitato più di 500 interlocutori - rappresentanti eletti ed esperti di molte regioni dell'UE - a discutere del ruolo che le 254 regioni d'Europa, anche attraverso i Fondi della politica regionale, rivestono nel promuovere il partenariato per la crescita e l'occupazione nonché per un'economia competitiva.
 Dall'intervento del Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso: "Il coinvolgimento e l'adesione delle autorità regionali e locali alla Strategia di Lisbona sono essenziali per la sua stessa realizzazione. La Strategia deve trarre vantaggio dal dinamismo regionale e deve utilizzare l'espereinza della politica di coesione in materia di governance, sia che si tratti dell'esercizio del partenariato, della preparazione e della messa in atto della programmazione strategica...le regioni hanno bisogno di Lisbona e Lisbona ha bisogno delle regioni...è per questo che vi incarico di essere gli ambasciatori attivi della Strategia nelle vostre regioni".

Dall'intervento di Claudio Martini Presidente della Regione Toscana: "Limitare l'azione dell'Europa al solo cofinanziamento dell'azione degli Stati sarebbe il più grave errore politico che si possa commettere in termini di efficacia dell'azione dell'Unione e di adesione dei cittadini al progetto europeo"
 Dall'intervento di Jacques Barrot Vice presidente della Commissione europea e Commissario ai trasporti: "Le regioni e le collettività locali si rammaricano del fatto che il loro ruolo a livello dell'Unione per essere riconosciute come partners determinanti nell'agenda politica al fine di rafforzare la crescita e l'occupazione sia valorizzato in modo insufficiente. Gli Stati membri sono spesso un freno ad una forte mobilizzazione delle regioni e delle autorità locali, e si celano dietro pretesti istituzionali ormai superati"
Competitività e Conoscenza: due nuovi programmi per Lisbona Nel contesto della strategia di Lisbona la Commissione europea il 6 aprile 2005 ha pubblicato due importanti comunicazioni, Costruire il SER della conoscenza al servizio della crescita e Programma quadro per la competitività e l’innovazione (2007-2013), che cercano di creare un saldo binomio tra competitività economica e competitività della società della conoscenza.
Con la prima comunicazione la Commissione ha proposto l’impiego di maggiori risorse nella Società europea della Conoscenza, mediante un sostanziale aumento dei finanziamenti per lo Spazio Europeo di Ricerca che passano da circa 4 miliardi di euro l’anno del VI Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, VI PQ, a circa 10 miliardi di euro annui per il VII PQ.
Il VII programma quadro intende investire:
- su una più vasta cooperazione europea tra Centri di Ricerca ed Enti Pubblici Nazionali, Regionali e Locali Programma “COOPERAZIONE”, finalizzato a coordinare ricerca e sviluppo, facendo particolare attenzione alla sostenibilità delle PMI;
- sulla riorganizzazione delle relazioni tra Ricerca (R), Innovazione (I) e Formazione in un “Tringolo della conoscenza”, al cui vertice si pone l’Innovazione;
- sullo sviluppo delle carriere e della mobilità dei Ricercatori mediante due nuovi programmi “PEOPLE” a cui saranno destinati 7,1 miliardi di euro e “CAPACITÀ” nel quale confluiranno i rimanenti 9.4 miliardi di euro. Nello specifico 7,5 miliardi di euro saranno destinati alle infrastrutture di ricerca e 1,9 miliardi di euro verranno riservati per la realizzazione entro il 2011 di un reattore sperimentale a fusione nucleare.
Con il Programma quadro per la competitività e l’innovazione la Commissione sosterrà le azioni volte a sviluppare la capacità innovativa delle imprese e dell’industria e darà nuovo slancio all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, alle tecnologie dell’ambiente e alle fonti di energia rinnovabili ed efficienti. Il programma fornisce una risposta globale all’appello lanciato in occasione della revisione a medio termine della Strategia di Lisbona in favore di un’azione dell’Unione europea più semplice, visibile e mirata. La necessità di un’azione nel settore nasce da una serie di considerazioni. Lo spirito imprenditoriale nell’Ue è molto basso: soltanto il 45% degli europei afferma di preferire un lavoro in proprio a uno dipendente. Attraverso il nuovo programma, si vuole migliorare l’ambiente normativo per le imprese e l’innovazione, semplificare l’accesso ai finanziamenti per le PMI nella fase di avvio e di crescita e aiutarle a muoversi nel mercato unico. L’Europa è indietro anche nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, elementi chiave per la crescita e l’occupazione. Il nuovo programma mira a stimolare l’innovazione attraverso lo sviluppo dei nuovi mercati per le reti elettroniche, i media e le tecnologie digitali, soluzioni ai problemi che ritardano una vasta diffusione dei servizi elettronici e supportando la modernizzazione dei servizi nel settore pubblico che sviluppano la produttività, migliorano l’efficienza e aumentano la qualità dei servizi. Il programma quadro per la competitività e l’innovazione si basa su alcuni programmi già esistenti e testati: il programma per l’imprenditorialità e l’innovazione, il programma di sostegno alle politiche legate alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e il programma “Energia intelligente per l’Europa”. Il primo, dotato di un budget di 2,631 miliardi di euro, di cui 520 milioni per la promozione dell’eco-innovazione, faciliterà l’accesso ai finanziamenti e agli investimenti nell’ambito di attività legate all’innovazione. Fornirà informazioni e consigli alle PMI sulle opportunità offerte dal mercato unico e le questioni comunitarie e aiuterà gli Stati membri a creare un migliore ambiente regolamentare e amministrativo per le imprese e l’innovazione. Il secondo, dotato di un budget di 802 milioni di euro, sosterrà la competitività, la crescita e l’occupazione stimolando una vasta adozione e una diffusione più efficace delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il programma Energia intelligente per l’Europa, dotato di un budget di 780 milioni di euro, sosterrà l’efficienza energetica, le fonti di energia nuove e rinnovabili e le soluzioni tecnologiche per ridurre le emissioni di gas a effetto serra provocate dal settore dei trasporti. (da Conoscenza e innovazione:motori di crescita sostenibile per la strategia di Lisbona, autore Leonardo Piccinetti, Eurolettera, 6 giugno 2005) |