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Comitato regioni Lisbona
 
Comitato delle regioni, nuovi poteri con il Trattato di Lisbona
Più peso politico per regioni e città europee con il nuovo Trattato, che sancisce la possibilità di ricorrere alla Corte di giustizia in caso di violazioni del principio di sussidiarietà

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il Comitato delle Regioni si prepara a giocare un ruolo più forte nella difesa del principio di sussidiarietà. Il nuovo Trattato, entrato in vigore il 1 dicembre, consente ai rappresentanti di regioni e città europee di impugnare davanti alla Corte di giustizia europea i nuovi atti legislativi dell’Ue che ritengono possano violare il principio secondo cui le decisioni dovrebbero essere prese al livello più vicino possibile ai cittadini. La decisione di adire la Corte potrà essere presa a maggioranza semplice.
Tra le altre novità che rafforzano il ruolo politico di città e regioni nel contesto istituzionale europeo, figura l’aumento dei casi in cui il Comitato dovrà essere consultato nel processo di adozione della legislazione comunitaria. Riguardo questi settori, il Comitato potrà rivolgersi alla Corte anche per difendere le proprie prerogative istituzionali.
 "Riteniamo che questo nuovo diritto di impugnare gli atti legislativi dell'UE – afferma il presidente del Comitato delle Regioni Luc Van der Brande - sia più un deterrente che una minaccia reale e siamo convinti che questo nuovo strumento ci permetterà piuttosto di intensificare le nostre relazioni con altre istituzioni dell'UE e con i parlamenti nazionali. « Eserciteremo questo diritto con prudenza – aggiunge - ma con grande determinazione laddove riterremo di dover difendere il principio di sussidiarietà nel processo legislativo comunitario. Speriamo tuttavia in una rapida attuazione di tutte le disposizioni del Trattato che, rafforzando la sussidiarietà già nella fase prelegislativa e durante l'adozione dei nuovi atti dell'UE, farebbe in modo che non si debba mai esercitare tale diritto ».
La possibilità di ricorrere alla Corte, ottenuta dal Comitato dopo un braccio di ferro politico durato quindici anni, è in linea con la volontà di riconoscimento della coesione territoriale, economica e sociale, sancita dal nuovo Trattato. Ogni futura proposta legislativa dell'Ue dovrà tenere conto delle competenze degli enti regionali e locali, che dovranno essere ampiamente consultati durante la fase preliminare del processo legislativo. 
Il Comitato delle regioni potrà poi essere consultato anche dal Parlamento europeo, e non solo dalla Commissione e dal Consiglio e i suoi pareri avranno maggiore peso in ambiti di intervento comunitario come l'energia e i cambiamenti climatici.
Estesa inoltre da quattro a cinque anni la durata in carica dei membri del Comitato, allineando cosi’ la durata del mandato del CdR a quella delle altre istituzioni Ue.
 
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© 2006 IDEALI Ultima revisione: 15 Dec 2009
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