| Home > NEWSLETTER > Zone franche urbane |
|
|
| |
La Commissione europea autorizza le Zone franche urbane italiane Le Pmi locali contribuscono allo sviluppo di ventidue quartieri svantaggiati : via libera da Bruxelles per gli aiuti di Stato italiani
 Zone franche urbane, dalla Commissione europea un nuovo impulso allo sviluppo delle periferie urbane. Bruxelles ha autorizzato la costituzione di ventidue zone franche in alcune regioni italiane, con l’obiettivo di rivitalizzare i quartieri più svantaggiati attraverso la promozione dell’imprenditorialità. Nelle ventidue zone franche, le piccole e micro imprese che costituiscono una nuova attività beneficieranno di una serie di esenzioni fiscali che, a giudizio della Commissione, non altereranno le normali condizioni di concorrenza e avranno effetti solo limitati sugli scambi. Più in dettaglio, le imprese beneficieranno di un’esenzione delle imposte sui redditi dall’imposta regionale sulle attività produttive, dall’imposta comunale sugli immobili e dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. L’iniziativa viene approvata dalla Commissione poichè viene ritenuta decisiva per la rivitalizzazione dei quartieri urbani svantaggiati, favorendo l’integrazione delle periferie e i processi di inclusione sociale in linea con gli obiettivi di Lisbona. Positivo il giudizio anche per quanto riguarda gli effetti limitati sugli scambi in quanto la misura è rivolta solo a piccole e microimprese, la copertura geografica delle misure è limitata (interessano solo lo 0,58% della popolazione) e i quartieri sono stati selezionati in funzione di criteri obiettivi quali il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione, il tasso di popolazione di età inferiore a 24 anni sul totale degli abitanti e il tasso di scolarizzazione. «La misura proposta dall’Italia permette di incoraggiare la creazione di nuove attività in quartieri svantaggiati stimolando nel contempo l’occupazione locale- afferma il commissario alla concorrenza Neelie Kroes - A termine, lo sviluppo di un tessuto di attività in questi quartieri problematici avrà effetti positivi sia sul piano sociale che su quello economico, senza incidere sulla concorrenza in maniera sproporzionata». |
| ©
2006 IDEALI |
Ultima revisione:
30 Nov 2009 |