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Intervista a Stefano Bertozzi
Qual'è il bilancio di questa legislatura sulle politiche di immigrazione? L'obiettivo di uníarmonizzazione delle politiche di immigrazione e asilo degli stati membri è ancora molto lontano? Il bilancio complessivo è decisamente positivo. Se pensiamo al lontano
novembre 2004 è facile intuire come siano stati importanti i traguardi
raggiunti dall'Europa nella gestione dei flussi migratori negli ultimi
4 anni e mezzo. Facciamo qualche esempio. Nel dicembre 2005, abbiamo
lanciato un Piano d'azione per la gestione dei flussi migratori che
prevede l'armonizzazione di procedure di entrata e soggiorno per alcune
categorie di lavoratori dei paesi terzi. Un Piano d'Azione che è stato
il frutto di una lunga consultazione che venne promossa con il libro
verde del gennaio 2005 e con una conferenza a cui hanno partecipato i
principali attori. Questo Piano contempla atti legislativi e misure non
legislative di accompagnamento. Nel campo della lotta alla migrazione
clandestina, la Commissione ha inoltre licenziato una direttiva, già
approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo, che stabilisce delle
sanzioni per quei datori di lavoro che offrono un'occupazione a
lavoratori dei paesi terzi che si trovano in situazione irregolare sul
territorio Ue. Questa direttiva Ë molto importante perchÈ si prefigge
di colpire "il motore" principale della migrazione clandestina, cioË la
facilità di trovare lavoro in nero in un paese Ue. La Commissione ha
adottato una direttiva sui rimpatri, anche questa approvata in via
definitiva, ha messo in campo un approccio strategico chiamato
"Approccio globale" che permette di rafforzare la cooperazione ed il
dialogo con le autorità dei paesi terzi con il fine di rendere più
efficiente la gestione dei flussi migratori. Non da ultimo, la
Commissione è fortemente impegnata a potenziare le sinergie fra
sviluppo e migrazione come ulteriore piattaforma fra l'Europa ed i
paesi terzi. Da ultimo, ricordo l'approvazione del Patto europeo per la
migrazione e l'asilo. In Italia il tema dell'immigrazione è al centro del dibattito politico. Molti considerano necessario un impegno maggiore e più coerente dellíUnione europea a sostegno dei paesi in prima linea nel ricevere migranti illegali. Che cosa sta già facendo l'Unione per aiutare il nostro paese? Condivisione di valori ed obiettivi comuni, solidarietà e capacità di
agire insieme sono il fondamento di numerose politiche poste in essere
a livello comunitario. La Commissione ha da sempre cercato di
migliorare la cooperazione operativa fra gli Stati Ue. Solidarietà e
cooperazione rappresentano la risposta più qualificata per affrontare
situazioni di difficoltà in cui si può trovare uno Stato membro. E' vero
che per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo o che hanno
territori prossimi al continente africano, la migrazione irregolare per
via marittima costituisce una sfida maggiore. In termini più pratici,
l'agenzia europea FRONTEX, che ha lo scopo di approntare misure tese a
potenziare la gestione delle frontiere esterne dell'Ue (ricordo che il
controllo effettivo delle frontiere rimane tuttavia responsabilit‡
nazionale), in passato ha posto in essere operazioni di contrasto alla
migrazione clandestina sia a favore dell'Italia sia a favore di altri
Stati membri. Per completezza, Ë utile sottolineare che FRONTEX non ha
mezzi propri (aerei, navi, elicotteri) e che quindi le operazioni di
pattugliamento marittimo condotte sotto il coordinamento di FRONTEX,
per fare un altro esempio, dipendono dalla volontà degli Stati membri
di mettere a disposizione i mezzi necessari. Vorrei inoltre aggiungere
che le risorse messe a disposizione per l'area "libertà, giustizia e
sicurezza" rappresentano l'1% del bilancio comunitario totale.
Per quanto riguarda líintegrazione, che sostegno dà l'Unione europea alle nostre città che si trovano a fronteggiare l'emergenza, dovendo fornire i servizi necessari agli immigrati? "Per affrontare la sfida dell'integrazione, la Commissione europea ha
messo a disposizione degli Stati membri 825 milioni di euro, per il
periodo 2007-2013. Una parte di questi fondi vanno direttamente agli
Stati Membri, mentre una quota di circa il 7% Ë impiegata per
finanziare proposte che nascono "dal territorio" Ue. Inoltre, con il
processo di Rotterdam, iniziato nell'ottobre del 2006, la Commissione
ha avvicinato il processo dell'integrazione alle realtà locali, cioè
alle città e ai piccoli comuni, che si misurano quotidianamente con
questo fenomeno. Desidero aggiungere che l'Ue si è dotata di 11
principi di base per l'integrazione che, nonostante non siano
giuridicamente cogenti, forniscono un quadro di riferimento che, nella
pratica, si è rivelato spesso molto utile. Oltre a queste iniziative,
la Commissione ha recentemente convocato il Forum per l'integrazione
che riunisce le organizzazione maggiormente rappresentative a livello
nazionale, unitamente al Comitato economico e sociale. Questo Forum si
riunirà regolarmente per dare voce alle istanze delle varie
organizzazioni impegnate su questo fronte. Per ultimo, ricordo che la
Commissione ha lanciato un website (indirizzo -
http://ec.europa.eu/ewsi/en/index.cfm) interamente dedicato
all'integrazione dove è piuttosto agevole reperire informazioni ed
idee.
Se il processo di ratifica del Trattato di Lisbona sarà completato, che novità ci saranno nell'ambito dell'immigrazione? Con l'avvento di Lisbona, le tre principali novità nell'area della
migrazione sono le seguenti: (1) la legislazione attinente alla
migrazione legale passa dall'unanimità alla co-decisione. E' doveroso
precisare tuttavia che il volume degli ingressi negli Stati membri Ue
rimarrà competenza nazionale. Questo è logico poichè solo gli Stati
membri possono sapere quali sono i bisogni dei rispettivi mercati del
lavoro. (2) ci sarà finalmente una chiara base giuridica per
l'integrazione e questo permetterà alla Commissione di intraprendere
iniziative nuove e, forse, più ambiziose. (3) la lotta alla tratta
degli esseri umani sarà inserita all'interno della gestione dei flussi
migratori e questo condurrà non solo alla co-decisione ma anche alla
possibilità di contrastare questo reato all'interno della lotta contro
i networks che favoriscono la migrazione irregolare. Marco Merlino
Stefano Bertozzi, già membro di Gabinetto del Vice Presidente Franco Frattini, è oggi consigliere presso il BEPA che è il Gruppo dei consiglieri per le politiche comunitarie. Le idee e le opinioni espresse in questa intervista non riflettono necessariamente la posizione ufficiale della Commissione Europea.
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Ultima revisione:
03 Jun 2009 |