Il commento
Rapporto Barca: più responsabilità politica per i nuovi Fondi strutturali Dalla politica regionale alla politica territoriale: impegno maggiore dei Paesi membri, più decisivo il ruolo della Commissione nei controlli e iniziative con i territori
Su richiesta della commissaria europea alla politica regionale Danuta Hubner, Fabrizio Barca ha disegnato la riforma della politica di coesione per il dopo 2013. Modificare la politica regionale in politica “place-based”, cioè basata su territori omogenei, potrà conferire alla politica di sviluppo dei Paesi UE un nuovo slancio, responsabilizzando maggiormente gli stati membri, introducendo più controlli, monitoraggi dell’efficacia e penalizzando le inerzie dei diversi livelli istituzionali coinvolti. Le principali debolezze dell’attuale sistema, secondo Barca, sono la scarsa misurabilità del reale impatto della politica di coesione, l’inerzia di chi ha la responsbilità della gestione dei programmi, un insufficiente impegno delle istituzioni nazionali rispetto alle scelte prioritarie, e il persistere dell’esclusione sociale. Per raddrizzare la situazione, Barca propone di importare in questa politica - che è l’unica politica dell’Unione dei 27 Stati - il metodo di coordinamento aperto utilizzato per la strategia di Lisbona, aumentando così l’impegno dei paesi membri nelle scelte decisive di questa politica e nelle strategie per l’utilizza dei fondi. Il Rapporto di Fabrizio Barca prevede che l’azione della Commissione sia maggiormente rivolta al risultato e goda di maggiori poteri di indirizzo e di valutazione . La Commissione infatti – secondo Barca – dovrà elaborare un Quadro comunitario strategico che sarà vincolante per gli stati membri nell’adozione del proprio Quadro strategico; inoltre, la Commissione siglerà con ogni stato membro, un contratto-Paese e simultaneamente i contratti per i singoli programmi operativi, a seguito di un’attenta valutazione dei programmi proposti, soprattutto delle condizioni alla base della fattibilità degli interventi e del raggiungimento dei risultati. A guidare il Quadro strategico dovranno essere - secondo Barca - poche priorità, con un giusto equilibrio tra quelle in campo economico e quelle in ambito sociale. La cura di Barca prevede naturalmente un potenziamento della DG Regio che dovrà essere in grado di offrire assistenza, mettere in atto i controlli e attivare un monitoraggio dell’impatto delle risorse europee, e promuovere iniziative per mobilitare i governi locali. Secondo Barca alcuni dei correttivi che lo studio propone sarebbero da introdursi già da subito. La riforma propone che i nuovi Programmi tengano in conto le aspettative dei cittadini europei da un lato e gli obiettivi strategici dell’UE dall’altro, in tal modo la politica di coesione potrà essere più condivisa, più palpabile, sì da aumentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee. Insomma, Fabrizio Barca propone per la prossima stagione della politica di coesione meno burocrazie regionali e più responsabilià politica.
Maria Baroni
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