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Zaventem polemiche
 
Belgio, polemiche sui regolamenti discriminatori di Zaventem e Vilvoorde
Nei due comuni della periferia di Bruxelles potrà comprare casa solo chi parla l’olandese: accese proteste dei francofoni e dell’Ue

La conoscenza della lingua diventa un problema urbano in Belgio. Il comune di Zaventem, a soli 8 Km da Bruxelles, ha applicato da pochi giorni un regolamento comunale che obbliga coloro che vogliono comprare dei terreni a conoscere l’olandese o ad impegnarsi ad impararlo.Tra le altre condizioni richieste per chi sceglie di vivere nella cittadina che già rientra geograficamente delle Fiandre figura quella di lavorare o risiedere già a Zaventem. E’ soprattutto la discriminazione su base linguistica a costituire un elemento di preoccupazione per il Belgio e per la comunità internazionale. In particolare, la Commissione europea ha richiesto al governo belga maggiori informazioni riguardo questo regolamento locale che viene ritenuto incompatibile con l’articolo 12 del Trattato Ue, che vieta ogni forma di discriminazione su base nazionale e linguistica.
Il provvedimento di Zaventem, adottato poche settimane fa anche dal limitrofo comune di Vilvoorde, fa riesplodere il problema della difficile convinvenza tra fiamminghi (settentrionali e neerlandofoni) e i valloni (meridionali e francofoni), soprattutto nell’area che circonda la regione amministrativa di Bruxelles. Misure simili sono state adottate dal comune che ospita l’aeroporto nazionale belga anche per l’assegnazione degli alloggi sociali. Inoltre, già da tempo in numerosi comuni della periferia brussellese i principali servizi pubblici vengono erogati solo compilando dei moduli in fiammingo o rivolgendosi in questa lingua ai funzionari comunali, nonostante la maggioranza dei residenti siano francofoni (specialmente brussellesi in fuga dal centro verso le tranquille cittadine della periferia).
La mancata conoscenza della lingua olandese diventa cosi’ un fattore scoraggiante per i nuovi arrivati francofoni, che ne risentono fortemente sul piano della qualità della vita. Il problema linguistico crea anche singolari contrasti amministrativi. Tra questi, quello che oppone il governo regionale fiammingo ai sindaci di tre comuni periferici della capitale (Crainhem, Wezembeek-Oppen e Linkebeek), le cui nomine a primo cittadino non sono state ratificate dal governo regionale semplicemente perchè avevano inviato delle comunicazioni elettorali anche in francese e avevano utilizzato questa lingua nella prima riunione del consiglio comunale.
La natura di tali provvedimenti cosi’ restrittivi ha origine nella crescente radicalizzazione del conflitto politico fra il nord e il sud del paese, che hanno sfiorato la rottura nei nove mesi di estenuanti trattative per la formazione del nuovo governo Leterme (insediatosi a marzo ma già traballante proprio a causa delle tensioni tra partiti fiamminghi e valloni). Dopo la subalternità del passato rispetto alla ricca Vallonia (dal Dopoguerra ai primi anni’70), le Fiandre rivendicano ora la supremazia economica e politica, approvando a livello regionale e comunale dei regolamenti che mirano a ridurre l’afflusso di immigrati o di non-neerlandofoni. L’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei residenti delle tranquille città delle Fiandre si scontra pero’ con l’esigenza di non discriminare coloro che sono ritenuti « stranieri ».
Il comune di Zaventem si è impegnato a presentare alla Commissione europea una dettagliata risposta per argomentare giuridicamente la liceità dei provvedimenti adottati. La questione potrebbe pero’ approdare al Consiglio di Stato se qualunque cittadino residente a Zaventem facesse ricorso contro di esso, mentre il Belgio rischia di pagare severe sanzioni comminate dall’Ue per la violazione al Trattato.
 
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