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Edilizia sostenibile, la nuova frontiera del risparmio energetico L’Unione Europea punta sugli edifici verdi per ridurre i consumi energetici in Europa ma ancora forti ostacoli tecnici impediscono una vasta diffusione delle nuove tecnologie di costruzione. Anche in Italia pero’ qualcosa sta cambiando
Responsabile di oltre il 40% delle emissioni nei paesi dell’Unione Europea, l’edilizia è il campo in cui maggiormente si gioca la sfida della sostenibilità energetica. L’Unione Europea ha individuato nell’edilizia residenziale e commerciale il settore dotato del maggiore potenziale di risparmio energetico, con cifre che vanno dal 27 al 30%. Nonostante l’ampio ventaglio di strumenti legislativi e finanziari offerti da Ue e Stati membri per consentire agli edifici di consumare meno, restano ancora molti gli ostacoli tecnici per il raggiungimento della sostenibilità nell’edilizia.
Il quadro legislativo dell’Unione Europea A partire dal 1993 l’Ue ha avviato i suoi sforzi con la direttiva SAVE, che introduceva lo strumento dei programmi energetici nazionali per monitorare la riduzione dei consumi nel settore delle cotruzione. Nel 2002 la Commissione Europea sceglie di affiancare a SAVE un nuovo strumento legislativo, la Direttiva sulla performance energetica degli edifici. Entrata in vigore nel 2006 (anno della presentazione di un nuovo testo legislativo sull’efficienza e i servizi energetici, che sostituisce SAVE), la direttiva introduce una metodologia comune per calcolare l’efficienza energetica degli edifici e standard minimi di performance energetica per ogni stato membro. Con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla necessità di migliorare le performance energetiche, viene richiesto agli Stati membri di emettere dei certificati di prestazioni energetiche degli edifici ogni qual volta un edificio viene costruito, venduto o affittato : per le strutture pubbliche che superano i 1000 metri quadrati è necessario esporre all’ingresso questo tipo di certificazione. La direttiva sulla performance energetica è parte integrante della strategia di riduzione delle emissioni lanciata nel 2007 dall’Unione Europea e riproposta col Pacchetto energia ad inizio 2008. Le stime della Commissione europea prevedono che la piena entrata in vigore della direttiva porterà ad una riduzione di 40 megatonnellate di petrolio entro il 2020, che equivale ad una riduzione dell’11% nel consumo totale di energia dell’Unione Europea. La direttiva stessa e il piano d’azione pubblicato nel 2006 riassumono gli elementi principali del metodo integrato per il calcolo dell’efficienza energetica, che si basa su fattori quali la posizione dell’edificio, le sue fonti di riscaldamento, refrigeramento e illuminazione.
 L’edilizia sostenibile in Europa Più che soffermarsi sull’effettiva adozione delle direttive comunitarie, è necessario capire in che modo il concetto di edilizia sostenibile è stato declinato nei differenti paesi europei, soprattutto in considerazione di alcuni aspetti specifici del problema. Irlanda, Danimarca, Germania, Olanda e Gran Bretagna sono i paesi che hanno registrato i progressi maggiori negli ultimi anni in questo campo, mentre per venti degli altri paesi membri è scattata nel dicembre 2007 una procedura di infrazione da parte della Commissione Europa. I buoni risultati ottenuti dai paesi citati prima poggiano anche su una differente considerazione del problema : in Daniamrca, ad esempio, audit obbligatori sull’energia e schemi di riferimento per il risparmio energetico esistevano già prima dell’entrata in vigore della direttiva. Altri paesi, come Gran Bretagna e Germania, hanno scelto di declinare lo sviluppo urbano di città come Friburgo o di distretti come South London secondo i principi dell’edilizia sostenibile, ripianificando intere zone con un design ecologically friendly : l’installazione di micro-generatori di energia pulita e impianti solari su edifici pubblici e privati è stata facilitata dall’introduzione di sgravi fiscali e amministrativi, misure pionere riprese poi anche da altri paesi fra cui la Svezia e l’Italia.
I vantaggi, gli ostacoli e le tecniche dell’edilizia sostenibile La promozione di standard di costruzione ecosostenibili e il massimo utilizzo delle nuove tecnologie che favoriscono il risparmio energetico nell’edilizia sono i principali interventi messi in atto da un settore in crescita, che punta a favorire un taglio dei consumi energetici residenziali anche attraverso un aumento della consapevolezza dei cittadini e della preparazione del personale tecnico addetto alle costruzioni. La mancanza di personale qualificato è infatti uno dei principali ostacoli all’applicazione di tecniche di rinnovamento del patrimonio edilizio già esistente, che richiede ancora oggi forti investimenti per la riconversione energetica. Isolamento dei muri esterni, installazione di doppi vetri, massimizzazione dell’esposizione solare attraverso un migliore posizionamento delle living areas, predisposizione di spazi da alimentare con uno o due convettori, installazione di sistemi di riscaldamento a basso consumo, maggiore uso di legno ed altri materiali ecologici : sono queste le principali innovazioni tecniche utilizzate dagli esperti di settore, che si imbattono pero’ in una costante mancanza di informazione e preparazione sull’importanza dell’efficienza energetica in fase di progettazione e realizzazione. La difficoltà nella ripartizione dei costi resi più alti dalla mancanza di un mercato fortemente sviluppato per le tecnologie verdi di costruzione costituisce un altro aspetto problematico che costruttori e amministrazioni pubbliche sono chiamatiad affrontare, soprattutto in Italia e in altri paesi dove minore è la sensibilità verso questi temi.
I casi di successo di Saragozza, Berlino e Lille Numerose città europee hanno pero’ negli ultimi anni provveduto a risistemare interi quartieri degradati grazie alle nuove tecnologie dell’edilizia sosteniile. E’ il caso di Saragozza, che ha coinvolto i cittadini nella riqualificazione del quartere Picarral, realizzata utilizzando innovative tecnologie per la promozione dell’energia solare, il risparmio del consumo di acqua ed energia e una maggiore esposizione a fonti naturali di ventilazione estiva. Il progetto Reinassance ha cosi’ fornito le basi per la progettazione di interventi di riqualificazione di oltre ottomila case in ventuno quartieri cittadini : finora sono stati già riqualificati 148 edifici con duemila abitazioni ed è in corso la seconda fase dell’opera sostenuta da speciali misure di finnziamento locale. A Berlino, numerose imprese di costruzione hanno riconvertito verso energie pulite le tradizionali fonti di approvigionamento energetico di oltre 35mila abitazioni, con un risparmio di oltre 50mila tonnellate di Co2 all’anno grazie all’installazione di 835 impanti di riscaldamento solare dell’acqua, 276 impianti fotovoltaici, con un aumento del 55% di interventi tra il 2001 e il 2005. La popolazione locale è stata inoltre sensiblizzata verso il risparmio energetico attraverso brochure informative e newsletter su come risolvere i problemi di umidità negli edifici o assicurare una giusta temperatura alle case diminuendo i consumi energetici. Proprio una costante azione di sensbilizzazione al cambio dei comportamenti quotidiani in materia di energia rappresenta un’azione complementare rispetto a quella svolta da chi costruisce (o riqualifica) gli edifici in maniera ecologica. Il Museo dell’architettura e della città realizzato dall’amministrazione di Lille nel nuovo quartiere di Euralille, va proprio in questa direzione. Il centro espositivo illustra le tecniche più ecologiche di costruzione per alloggi collettivi o abitazioni private, fornendo informazioni accurate sui più innovativi progetti realizzati nel Nord-Pas de Calais e fornendo spunti ai piccoli proprietari per un maggiore utilizzo del legno o di altre tecnologie sostenibili.
E in Italia? La direttiva europea sull’efficienza energetica degli edfici è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 311 del 2006 che integra il testo europeo con una serie di disposizioni che spingono il mercato verso l’acquisto di edifici a basso consumo di energia. Non sono state ancora redatte le Linee Guida nazionali ma il processo è comunque stato avviato grazie anche alle disposizioni della Finanziaria 2007, che prevede una detrazione del 55% ripartita in 3 anni per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, interventi su pareti, finestre ed infissi, sostituzione di vecchie caldaie e installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. Le misure sono state confermate dalla Finanziaria 2008 ed è stata inoltre assegnata ai Comuni la possibilità di fissare un’aliquota Ici agevolata, inferiore al 4 per mille, per le unità immobiliari in cui sono state installati impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili. Resta da vedere se il nuovo governo intenderà confermare queste misure ma si attende nei prossimi mesi la definizione di linee guida nazionali in materia. I ritardi pero’ restano forti. « Nonostante il forte impulso delle politiche europee, il recepimento italiano delle politiche di sostenibilità dell’ambiente urbano sono scaarsissime e in ritardo- afferma il segretario generale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica- Ci aspettiamo da parte del nuovo governo un forte impegno verso la concreta attuazione di politiche di sostenibilità urbana e territoriale, favorendo possibilmente un migliore coordinamento fra l’azione dello Stato e quella delle Regioni ». L’Italia deve quindi iniziare a risolvere quelle contraddizioni strutturali che ancora ostacolano la diffusione su scala nazionale delle energie rinnovabili : una di queste è l’impossibilità della rete elettrica nazionale di assorbire l’energia fotovoltaica prodotta, nonostante in meno di un anno siano quintuplicate le importazioni di pannelli solari dalla Germania.
L’esperienza di Casaclima a Bolzano e le regioni più virtuose Non mancano anche in Italia esempi di eccellenza : tra questi spicca Casaclima, il modello di certificazione della Provincia autonoma di Bolzano. Casaclima è un sistema di calcolo e valutazione del risparmio energetico dei nuovi edifici che aiuta i costruttori a valutare i propri edifici già in fase di progettazione, inserendoli in specifiche classi a seconda dela quantità di consumi effettuata. Si parte dal livello C, quello minimo, che equivale a un valore di consumo energetico inferiore ai 70 Kwh per metro quadrato all’anno (rispetto ai 200 Kwh di un edificio normale), fino ad arrivare alla classe Oro, ovvero il livello di casa passiva, dove l’energia incamerata dall’irraggiamento solare e il calore generato internamente all’edificio è sufficiente a compensare le perdite energetiche durante la stagione più fredda. Lo standard, particolarmente diffuso in Germania e Svezia (dove sono più diffuse le costruzioni in legno strutturale, un isolante naturale), diventerà obbligatoroi in Austria per tutti gli edifici entro il 2015. Tornando all’Italia si puo’ evidenziare la mancanza di sistematicità nelle norme di indirizzo provinciali che prescrivono il rispetto di principi di sostenibilità, come realizzato in molte provincie del Nord (tra cui Milano, Reggio Emilia, Modena e Torino). Tali orientamenti hanno dato vita a numerose sperimentazioni di successo ma non essendo stati applicati in modo sistematico non hanno consentito la creazione di un mercato di edilizia sostenibile, capace di realizzare un reale abbassamento dei costi. Lombardia, Toscana e Friuli Venezia Giulia sono fra le regioni più attive nel promuovere l’edilizia pulita, anche attraverso la riproposizione degli standard di Casaclima : significativo è l’esempio dell’Agenzia per l’energia della Provincia di Udine che ha stipulato un accordo di collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano per replicare nei propri Comuni gli standard di Casaclima. Una sfida che, presto o tardi, dovrà affrontare anche il resto del territorio nazionale. (S.d'A) |
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2006 IDEALI |
Ultima revisione:
15 Jan 2009 |
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