Passa sottoterra il futuro delle città europee A Bochum si studiano sistemi di trasporto sotterraneo di merci mentre in Svezia si smaltiscono i rifiuti attraverso tubi computerizzati  Si svilupperanno sottoterra le città del futuro? Sembrerebbe di si’ a sentire quanto stanno inventando all’università di Bochum, dove il professore Dietrich Stein ha messo a punto un modellino che potrebbe ben presto essere realizzato in scala 1 :1. Si tratta di un innovativo sistema di tubi che assicurerà il trasporto sotterraneo di merci e una netta riduzione del traffico di mezzi pesanti in superficie, garantendo cosi’ nuove opportunità di sviluppo soprattutto nelle grandi concentrazioni urbane. Il modello riproduce su scala gigante quello delle gallerie di tubi che trasportavano la posta attraverso l’iniezione di aria compressa in grandi città come Praga, Berlino, Parigi, Vienna, Milano e Napoli nella seconda metà del XIX secolo. Seguendo un simile sistema risulta possibile ovviare ai noti problemi che investono soprattutto le strade delle megalopoli mondiali, come Pechino, San Paolo o Città del Messico, dove paradossalmente risulta più rapido spostarsi a piedi che con i tradizionali mezzi di trasporto. In tali realtà, ma anche nelle città italiane, ancora irrisolto è il nodo del trasporto e lo scarico di merci, che puo’ avvalersi di sperimentali sistemi di trasporto negli Usa e in Europa, dove una società come la Cargo Cap sta sperimentando una rete di strade e tubi sotterranei nella zona di Potsdamer Platz a Berlino per garantire quotidianamente la fornitura di merci a negozi e uffici della zona. I tubi sotterranei possono pero’ essere utilizzati anche per garantire un rapido smaltimento dei rifuti, come avviene nei centri storici di Palma de Maiorca, Barcellona, Copenaghen e Lisbona. La Envac, leader mondiale nel settore della raccolta automatizzata dei rifiuti, ha prediposto dei tubi speciali in grado di raccogliere l’immondizia prodotta in superficie e smaltirla sottoterra : oltre 600 posti al mondo stanno sperimentando questo sistema adottato anche dagli oltre 4500 negozi che sorgono attorno l’area del nuovo stadio di Wembley a Londra. L’esempio più riuscito di raccolta automatizzata è stato pero’ realizzato dal quartiere di Hammarby, a Stoccolma. Sorto in un’area ex-industriale riqualificata con edifici di design e basso consumo energetico (oltre il 50% in meno rispetto ai primi anni’90), il distretto ospita dei recipienti cilindrici collegati ad un sistema computerizzato, capaci di filtrare silenziosamente i rifiuti inseriti all’interno e compattarli in tre container ermeticamente sigillati. I costi di installazione sono coperti in un periodo compreso fra i sei e i dieci anni e assicura uno smaltimento sostenibile su più livelli. Se in passato fu la costruzione di canali a garantire lo sviluppo delle grandi città europee, perchè in futuro non possono esserlo i nuovi sistemi di trasporto sotterraneo? La domanda del professor Stein attende una risposta ma gli esempi realizzati in Europa e nel mondo fanno propendere verso il si’.
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