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Energia eolica in Europa
 
Energie rinnovabili, da Bruxelles vento in poppa per l’eolico
La conferenza sull’energia eolica indica soluzioni per favorire la realizzazione di impianti tradizionali e offshore, che nel 2020 rappresenterà il 34% delle rinnovabili

Il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi contro il climate change passa per una maggiore diffusione dell’energia eolica. La European Wind Energy conference 2008 di Bruxelles rilancia l’importanza di questa forma di energia rinnovabile nel mix energetico che gli Stati membri dovranno adottare entro il 2020 per rispettare gli obiettivi di aumento del 20% delle energie rinnovabili e ridurre del 20% le emissioni nocive.
Oltre il 4% del fabbisogno energetico europeo è coperto da energia eolica, con un aumento del 3% in meno di otto anni. I dati presentati in apertura dal commissario per l’energia Andris Piebalgs mostrano che è proprio l’energia prodotta dal vento quella che ha dato migliori risultati in termini di megawatt prodotti ed efficienza dei costi. Tocca ora all’Ue e agli Stati membri agire per una riduzione degli ostacoli tecnici e burocratici che limitano l’utilizzo di questa forma energetica rinnovabile, che puo’ rappresentare da sola il 34% per cento della quota di energie rinnovabili da produrre entro il 2020.
Impianti di qualità per dare continuità operativa ai progetti-pilota finora realizzati: a tal fine, l’Ue ha di recente rafforzato il sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica con il lancio di un Piano strategico che punta a favorire un più rapido inserimento sul mercato delle tecniche di produzione a basso consumo energetico.
Nel campo dell’eolico è soprattutto la realizzazione di impianti offshore (con le turbine disposte in mare) a presentare maggiori opportunità ma anche forti ostacoli tecnici, soprattutto per quanto riguarda il trasporto dell’energia prodotta nelle centrali sulla terraferma. La proposta di creare una griglia sottomarina europea per incamerare l’energia prodotta figura tra le opportunità maggiormente considerata per promuovere l’efficacia degli impianti offshore.
Sul fronte urbano, la realizzazione di impianti offshore nelle zone costiere o di eolici tradizionali nelle zone ventose relativamente vicine alle città comporta l’aumento del peso di questa forma energetica nel mix adottato a livello locale, con l’opportunità di realizzare ambiziosi progetti di approvvigionamento energetico pulito in grado di soddisfare i bisogni di centinaia di migliaia di famiglia (come accadrà in Belgio a Ostenda a partire da ottobre). Secondo i dati dell’ultima ricerca  dell’European wind energy association, l’Italia è il settimo mercato mondiale del settore, anche se il suo potenziale non è sfruttato in maniera del tutto efficiente, come accade in Spagna, Danimarca e Germania. Quest’ultima produce da sola circa la metà dell’energia eolica prodotta in Europa (22247 MW su 56535 MW prodotti), mentre l’Italia ne produce in quantità dieci volte inferiori (appena 2726 MW), superata dalla Spagna (15,145 MW) e dalla Danimarca : quest’ultima, con un territorio di dimensioni decisamente inferiori all’Italia, riesce a sfruttare al meglio le correnti ventose del Mare del Nord con oltre 3125 MW prodotti nel 2007.
 
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© 2006 IDEALI Ultima revisione: 07 Apr 2008
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