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Ecosistemi urbani
 
Ecosistemi urbani, le città italiane in ritardo rispetto all’Europa
Città europee a confronto sulla sostenibilità ambientale : bene le scandinave, ancora indietro Italia, Grecia e Cipro

Le città italiane sono le meno verdi d’Europa. L’allarme viene lanciato dallo studio « Le grandi città italiane a confronto con quelle europee », realizzato da AmbienteItalia e Dexia Crediop che hanno messo a confronto le principali città italiane con quelle europee di medie e grandi dimensioni.
Le emergenze ambientali che maggiormente affliggono le città italiane sono rappresentate dal forte inquinamento dell’aria (tutte le città italiane dello studio, ad eccezione di Napoli e Catania, registrano più del doppio dei 35 superamenti consentiti del limite di 50µg/.m³ di particolato), dalla forte produzione di rifiuti e dai livelli ancora bassi di riciclaggio. Nonostante in quasi tutte le città europee (ad eccezione di Dresda) la produzione di rifiuti pro capite sia in costante aumento, i problemi ambientali si concentrano soprattutto in alcuni paesi. In Italia, Grecia e Cipro si ricorre ancora troppo poco alla raccolta differenziata : anche la città italiana con il dato più alto- Torino con il 38%- si trova ben al di sotto delle città europee più virtuose, come Helsinki, Hannover e Anversa che superano il 50% o anche Aalborg, che differenzia il 62% dei rifiuti urbani.
Secondo il rapporto, l’Italia sconta inoltre a livello locale la mancanza di politiche ambientali che riducano l’impatto negativo dei principali fattori di inquinamento, primo fra tutti l’uso dell’automobile. Mentre città come Praga e Vienna investono per il rinnovamento della rete capillare di trasporto pubblico e Turku, Tampere, Aarhus ed Helsinki primeggiano per estensione delle piste ciclabili verdi, in Italia si fatica ancora a disincentivare l’uso dell’automobile privata con un aumento complessivo del senso di insoddisfazione verso i servizi di trasporto pubblico (un dato in netta controtendenza con le altre città europee).
Anche per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione del Co², scarsa la presenza italiana tra le ventuno europee che si sono dotate di appositi strumenti di pianificazione ambientale per ridurre le emissioni. Barcellona, Hannover, Monaco di Baviera, Oslo, Saragozza e Roma hanno dato vita a regolamenti locali che impongono meno consumi di energia agli edifici mentre interventi ancora più ambiziosi sono stati realizzati a Vienna e Monaco (che vantano la maggiore quota di energia fotovoltaica prodotta) ma anche a Oslo e Heidelberg, in cui l’energia verde rappresenta il 25% dei consumi complessivi di elettricità.
Dallo studio emergono anche i timidi progressi realizzati dalle città italiane che stanno gradualmente sostituendo le auto pubbliche con vetture elettriche o a metano (Venezia, Torino e Bologna) ma anche parte della flotta di bus (come Napoli) : piccoli segnali positivi in un quadro europeo che vede primeggiare le città scandinave (Copenaghen, Helsinki, Goteborg) e, a sorpresa, le spagnole Barcellona e Madrid tra quelle più sostenibili.
 
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© 2006 IDEALI Ultima revisione: 06 Mar 2008
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