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Sostenibilità e innovazione per rendere vivibili le città-museo Un originale documento individua in Amsterdam l’esempio riuscito di matrimonio fra vivibilità dei residenti e attrattività per i turisti
 Rendere le città d’arte dei luoghi accoglienti per i turisti ma al contempo vivibili per i residenti è una sfida che da tempo interessa amministrazioni locali di tutta Europa. Il titolo del documento « Le persone non possono vivere in città-museo » parla da solo sull’originale visione lanciata dall’urbanista Michiel van Irsiel all’ultima conferenza mondiale della Federazione internazionale per la pianificazione e l’edilizia pubblica, tenutasi a Copenaghen. Secondo lo studioso olandese, molti centri turistici tradizionali in Europa (come Venezia e Bruges ma anche numerose città dell’Europa centrale ed orientale come Tallinn, Vilnius, Cracovia e Dubrovnik) possiedono dei centri storici rapidamente trasformati in musei a cielo aperto: questo rapido cambiamento le ha rese città ridisegnate per accogliere turisti ma non i suoi residenti. L’esempio più tipico è proprio quello di Venezia, che nel giro di cinquant’anni ha visto ridursi sensibilmente la popolazione del centro storico dai precedenti 171mila agli attuali 60mila abitanti. Van Iersel individua nelle tante Venezie del Nord europee quel gruppo di città fantasma nelle quali gli edifici pubblici sono parte della « collezione permanente » e dove l’antica vocazione mercantile di centri come Bruges e Firenze è stata completamente riadattata in chiave turistica. Puo’ pero’ questo approccio garantire un futuro sostenibile ? Quali sono le possibili strategie alternative? Il documento individua proprio nelle soluzioni urbanistiche sostenibili la chiave per rendere più vivibili le città d’arte. Alternative creative per conservare i centri storici delle città europee sono necessarie per connettere le città su scala globale pur rimanendo a dimensione d’uomo. Per il giovane ricercatore olandese la chiave per associare viviblità ad attrattività turistica sta nel favorire un approccio più creativo alla pianificazione urbana, come avvenuto ad Amsterdam (dove alla protezione del patrimonio culturale si è associata l’innovazione nello stimolare uno sviluppo ad uso misto). Oltre il 30% delle abitazioni del centro di Amsterdam è rappresentato da alloggi sociali, con il conseguente aumento dei residenti in centro negli ultimi anni. Inoltre Amsterdam offre molte soluzioni ai problemi che in genere affliggono le città d’arte : la costruzione della nuova linea di metropolitana, la rivitalizzazione della stazione centrale e lo sviluppo di nuovi centri culturali la rendono un esempio di sviluppo equilibrato da seguire, tanto da far augurare che nel 2707 Venezia possa trasformarsi in un’ « Amsterdam del sud ». |
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2006 IDEALI |
Ultima revisione:
06 Dec 2007 |